Le celebrazioni dei 400 anni

Un messaggio di Padre Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi.

Il Comitato centrale per la celebrazione del IV centenario della morte di San Camillo con l’apertura di questo sito dimostra una volta in più l’intensità e la serietà con cui sta lavorando. Questo sito intende essere principalmente uno strumento di informazione e dialogo – all’interno e all’esterno del nostro Ordine – intorno al punto focale che è dall’anno 2013 fino al luglio 2014.

L’impegno per questo evento dovrebbe essere pari alla “grandezza” del Santo che viene celebrato ed anche all’amore, stima e considerazione che si ha nei suoi confronti. Attenendoci a questi parametri possiamo già dichiarare la nostra “inadeguatezza” se non altro come religiosi camilliani. Celebrare è non solo riportare alla “memoria” ma anche far risuonare nel “cuore” la passione per Cristo e l’umanità sofferente vissuta da San Camillo de Lellis. Quale camilliano oserebbe ammettere che lui sta corrispondendo pienamente a questa esigenza? Forse, lo stesso potrebbero dire di se stesse le migliaia di persone che operano nel mondo della salute e della malattia e considerano San Camillo un loro sublime modello.
Per tutti costoro, comunque, c’è l’opportunità quotidiana di rivivere la “passione misericordiosa” di questo singolare santo iniziatore di un nuovo modo di intendere la assistenza al malato.  E lo si attua coinvolgendosi con le mani ed il cuore (come ci ricorda il logo), ossia con tutta la propria persona, poiché solo così ci si può prendere cura dell’altro nella globalità dei suoi bisogni. Nel mondo della malattia c’è tanto da fare e la realizzazione di sinergie fra le persone di buona volontà è indispensabile per il raggiungimento di obiettivi tesi al conseguimento della umanizzazione ed evangelizzazione delle cure e strutture socio-sanitarie.
Al ringraziamento per i membri del Comitato aggiungo anche quello per i realizzatori del sito e per tutti coloro che vorranno offrire il loro contributo per la comune causa.
                                                                                                          P. Renato Salvatore
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